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Buone pratiche verso un Sistema Open Data nazionale. Riflessioni e confronto a FORUM PA 2018

di Giovanna Stagno.

I dati aperti rivestono un ruolo centrale nei documenti strategici di crescita digitale del Paese. Dal Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019, ad esempio, risulta chiaro che il processo di trasformazione in atto non possa prescindere da trasparenza e circolazione di dati riutilizzabili.

La lettura trasversale dei documenti strategici e lo stato delle esperienze in materia di open data restituisce alcuni interessanti punti di attenzione che saranno oggetto di riflessioni all’interno del FORUM PA 2018 nell’ambito del convegno “Sistema Open Data: esperienze italiane verso una strategia nazionale” (22 maggio dalle 15.00 alle 18.00.

Il convegno del prossimo 22 maggio sarà, da un lato, l’occasione per conoscere alcune esperienze virtuose a livello territoriale e centrale; dall’altro, sarà un momento utile alla loro messa a sistema in alcune raccomandazioni per la nuova agenda di governo.

L’approccio tecnologico si sposa sempre più con l’attenzione alla diffusione di una cultura del dato e un consolidamento delle competenze delle persone e delle strutture coinvolte nei processi di liberazione dei dati. Questo è per esempio ciò a cui mira la Regione Campania con il nascente Progetto Open Data Campania, in cui creazione di community interna sugli Open Data, capacity building del personale e definizione di modalità collaborative e di co-creazione dei dataset sono considerati gli ingredienti fondamentali per una data governance collaborativa, efficace, stabile ed autonoma. Proprio la co-creazione dei dataset sarà peraltro uno dei flussi che alimenterà il Portale Open Data di Regione Campania e sarà basato sull’utilizzo della piattaforma “SPOD – Social Platform for Open Data” sviluppata dall’Università di Salerno nell’ambito del programma europeo Horizon 2020.

La centralità riconosciuta alla formazione e alla sensibilizzazione della struttura amministrativa e degli Enti locali e alla diffusione di una cultura del dato aperto diventa il segnale della consapevolezza che ogni innovazione passa in primo luogo da tutte le persone coinvolte.

Su questo fronte, la Regione Sardegna ha per esempio messo in campo una doppia azione: da una parte il rafforzamento delle competenze digitali del personale della amministrazione pubblica regionale e locale, utili per produrre e gestire i dati pubblici, attraverso iniziative in presenza e di formazione a distanza, e dall’altra una serie di iniziative di comunicazione e informazione finalizzate ad accrescere nel territorio regionale la consapevolezza delle opportunità di crescita economica e sociale derivanti dal riuso dei dati pubblici.

Il ruolo delle persone nel cambiamento della PA è testimoniato dall’azione condotta dal Comune di Palermo che per i processi di innovazione e trasformazione digitale ha messo in campo una squadra che ha permesso di rispettare le scadenze fino ad ora poste dal Piano Triennale. Gli Open Data rappresentano uno dei tasselli del processo di innovazione in atto su cui il Comune di Palermo si è allineato rispetto agli standard di metadatazione DCAT_AP_IT previsti dal Piano e avviando le procedure di harvesting con la collaborazione dell’AGID.

Automazione del processo di pubblicazione, attivazione di progetti di ricerca universitari co-finanziati, messa a disposizione di tutti i dati ambientali e definizione di un programma di adesione ad un progetto Open Data da parte degli Enti locali (con oltre 150 enti aderenti) contraddistinguono invece l’operato di Regione Lombardia che in sei anni di lavoro intenso ha messo a disposizione di cittadini e imprese oltre 3000 dataset sul portale regionale.

Al dato pubblico liberato come fonte primaria di conoscenza delle città, fondamentale nei processi di policy making (in ottica data driven), guarda invece il Comune di Milano, che ha presentato il portale open data lo scorso marzo in occasione della Digital Week, aprendo la strada ad un progetto innovativo più ampio.
Non mancheranno i contributi di due grandi PA Centrali che negli ultimi anni hanno portato i dati aperti al centro dei loro processi di trasparenza e accountability.

Così per esempio, il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca presenterà lo stato di avanzamento di OpenRicerca, un progetto della Direzione Generale Ricerca del MIUR che ha l’obiettivo di aprire e rendere progressivamente disponibili nel tempo tutti i dati riguardanti i progetti di ricerca e sviluppo finanziati dal MIUR negli ultimi dieci anni. Il progetto mette a disposizione oggi delle prime elaborazioni, ma soprattutto attiva sinergie con i territori. Ne è un esempio il Protocollo di intesa con Regione Toscana finalizzato a aprire e scambiare dati riguardanti il mondo della ricerca e dell’università, di interesse reciproco.

La liberazione di dati di grande interesse pubblico è infine al centro dell’azione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In continua evoluzione e crescita, ne fanno parte il catalogo Open Data, che consente a chiunque di esplorare i cataloghi di dati relativi alle infrastrutture, ai trasporti e alla mobilità, realizzare grafici e visualizzare su mappa le informazioni georeferenziate, il portale OpenCantieri finalizzato a garantire la più ampia diffusione delle informazioni concernenti lo stato di avanzamento di 25 opere strategiche, circa 1.500 interventi sulla rete stradale e sull’infrastruttura ferroviaria e in cantieri in zone portuali e aeroportuali, fino allo sviluppo di OpenTrasporti il National Access Point (NAP) in ambito info mobilità.

Molta strada è stata fatta, verrebbe da dire, ma molta è ancora da fare! Come fare perché queste buone pratiche diventino un “sistema open data nazionale”, in cui i dati sprigionino veramente il loro giusto contributo nel processo di crescita e di sviluppo economico, sociale e politico del nostro Paese?

Vi aspettiamo il prossimo 22 maggio allora. Noi abbiamo una gran voglia di parlarne, voi non dimenticate di iscrivervi a questo link! #forumpa2018 #opendatatalk.