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Moreschini (Microsoft): “Ecco 6 proposte per la Trasformazione digitale della nostra Pubblica Amministrazione”

Poche ore al prossimo FORUM PA, l’appuntamento dedicato al futuro della nostra Pubblica Amministrazione: l’approssimarsi di questo evento mi porta a riflettere su come lo sviluppo del digitale sia stato oggetto di attenzione da parte dei recenti Governi e di come, finalmente, anche l’Italia si sia resa conto che per centrare gli obiettivi socio-economici – dal contenimento della spesa pubblica, alle strategie di crescita, alle politiche di sviluppo sociale – sia necessario far leva sulle potenzialità delle tecnologie digitali.

Il digitale – e nello specifico il passaggio al Cloud – deve essere il perno su cui far leva per la reale trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, all’insegna della qualità dei servizi, della trasparenza e della competitività dei costi. Crediamo infatti che la Pubblica Amministrazione, sia centrale sia locale, debba svolgere il suo ruolo naturale di motore del Paese, in altre parole creare l’ecosistema in grado di veicolare intorno a sé la digitalizzazione di imprese e cittadini.

I punti chiave che Microsoft pone alla base della strategia di digitalizzazione sono, oltre alla diffusione delle competenze digitali, la sua efficienza e produttività, con l’obiettivo del prossimo futuro di puntare su di un’Amministrazione Pubblica all digital.

Cloud Computing

Il fattore abilitante per rendere una reale e capillare trasformazione digitale all’interno della Pubblica Amministrazione è l’adozione del Cloud Computing. Il Cloud è, senza dubbio, uno dei più importanti, rivoluzionari e dirompenti trend tecnologici alla base della cosiddetta IV rivoluzione industriale.

Le motivazioni per cui molte organizzazioni stanno abbracciando modelli cloud sono principalmente quattro: riduzione dei costi, maggiore sicurezza, aumento della produttività, maggiore scalabilità.

Il Cloud Computing offre una grande quantità di servizi e, soprattutto, è alla base della “Democratizzazione dell’IT”. La Gran Bretagna ha già adottato una strategia Cloud first: significa che le Pubbliche Amministrazioni locali hanno l’obbligo di valutare soluzioni di tipo Cloud nella realizzazione di nuovi servizi. Inoltre, nel caso di adozione di approcci alternativi, hanno l’onere di dimostrare la possibilità di ottenere vantaggi economici tangibili rispetto all’adozione del Cloud.

Entrando maggiormente nel dettaglio, tra le tre soluzioni sviluppate per l’utilizzo del Cloud, secondo noi, il Cloud ibrido – ovvero la soluzione intermedia fra cloud privato e pubblico che permette l’integrazione fra due infrastrutture, ciascuna con le sue peculiarità, mantenendo i vantaggi di entrambi i sistemi – è il più indicato poiché consente una razionalizzazione delle infrastrutture IT in una logica di flessibilità e sicurezza.

Microsoft individua infatti nel Cloud ibrido la soluzione più efficace ed efficiente per le amministrazioni poiché permette di salvaguardare gli investimenti fatti e, considerando che l’infrastruttura hardware è una commodity, di dirottare gli investimenti sulla formazione, sui servizi ai cittadini e sulle applicazioni.

6 Proposte per la Trasformazione digitale della nostra Pubblica Amministrazione

Ci sono almeno 6 proposte a cui teniamo moltissimo, perché crediamo possano essere passi fondamentali per accelerare la trasformazione della nostra PA.

Il primo stimolo parte dalla nomina dei nuovi Chief Digital Officer nei dipartimenti ed enti della PA: un’operazione finalizzata a stimolare il cambiamento culturale, prima ancora che tecnologico. Saranno proprio queste nuove figure ad individuare, attivare, stimolare le persone più preparate e motivate già presenti all’interno dalla PA, valorizzandole affinché si generi una contaminazione virtuosa, ai fini dell’utilizzo più convinto delle nuove tecnologie e degli strumenti utili a migliorare l’efficienza della PA. Di qui mi aggancio al tema della ricerca di nuovi talenti, perchè potremmo attingere anche dal mondo privato. Mancano competenze? Cerchiamole in maniera diversa dal solito. Penso ad esempio a fellowship program attraverso le Università, alle competizioni fra esperti, il crowdsourcing o l’incarico a team di esperti per problemi specifici. In generale la necessaria trasformazione digitale nella Pubblica Amministrazione, auspicata in maniera trasversale da tutte le forze politiche, non si può realizzare senza le giuste competenze nei livelli apicali della macchina amministrativa.

Il secondo punto è l’auspicio dell’apertura di un tavolo permanente presso la Presidenza del Consiglio che si interfacci con i Digital Transformation Officer dei Ministeri, Agid, e, a rotazione come sul modello Conferenza Stato-Regioni, un Digital Trasformation Officer di un Comune e una Regione. Tale tavolo si dovrebbe confrontare in modo regolare anche con l’industria del digitale attraverso le associazioni di categoria dedicate e con realtà innovative dinamiche e giovani sul territorio (ad esempio con le startup e gli Innovation Labs).

Riteniamo inoltre che l’attuale Sistema Pubblico di connettività (SPC) debba essere piu’ orientato al mercato, in tal modo, essendo in grado di recepire e fare leva pienamente sulla evoluzione rapida dello sviluppo tecnologico del mercato, mettendo in campo una capacità di sviluppo per una PA digitale nuova ed inclusiva.

Crediamo sia necessario un completo censimento dell’informatica oggi in uso da amministrazione locali e centrali, al fine di andare nella direzione della produttività, della riduzione delle spese ma, soprattutto, dell’ottenimento di un livello di efficientamento dell’informatica in dotazione della PA.

Pensiamo vada affidato un grande valore alla ricerca e crediamo sia necessario favorirne una nuova fase in Italia, promuovendo l’utilizzo di tecnologie Cloud specificatamente dedicate alla ricerca pubblica e privata. Tale ricorso tecnologico faciliterebbe la raccolta e l’elaborazione di un’ampia gamma di dati e migliorerebbe i risultati della ricerca stessa.

Infine è molto importante domandarsi (concretamente, non come mera dichiarazione d’intenti) in che modo i cittadini possano far parte attiva della trasformazione digitale: è possibile coinvolgerli attivando e coinvolgendo la parte più sensibile del Paese su questi temi, utilizzando crowdsourcing, hackathon, processi di co-creazione. Una trasformazione che metta al centro del suo agire un processo codificato di feedback rapido e costante.

Crediamo davvero che il digitale possa essere chiave per la crescita e la valorizzazione della nostra Pubblica Amministrazione e del nostro Paese e vogliamo essere parte di questo cambiamento dando il nostro contributo a questo importante e comune obiettivo ogni giorno.