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Gestione delle opere pubbliche: parola d’ordine “programmazione”

Un’anticipazione dei temi che Kibernetes porterà a FORUM PA 2018. Qui la pagina con le iniziative in Manifestazione, tra cui il workshop sulla programmazione delle opere pubbliche

di Gianluigi Sbrogiò – Kibernetes

Il processo di armonizzazione contabile ha introdotto tre nuovi cardini della contabilità pubblica: il principio della contabilità finanziaria “potenziata” e la gestione di Fondo Pluriennale Vincolato e Fondo Crediti di Dubbia Esazione.

Il principio della contabilità finanziaria potenziata è strettamente connesso al concetto di FPV e, soprattutto nel caso delle opere pubbliche implica un costante monitoraggio e conseguente aggiornamento del legame tra iter di realizzazione e gestione finanziaria delle stesse.

Questa conciliazione non è fine a sé stessa perché permette di impiegare le risorse destinate alle opere in maniera più efficiente e contribuisce in modo significativo a migliorare la previsione e la gestione sia di competenza che di cassa del bilancio.

Le ristrettezze finanziarie con cui si sono confrontate le amministrazioni negli ultimi anni inducono alla ricerca di un miglioramento dell’efficienza nelle procedure di spesa in conto capitale aumentando la quantità e qualità delle informazioni in correlazione ai procedimenti tecnici e finanziari.

Nell’iter di gestione delle opere pubbliche la parola d’ordine sarà sempre di più: “programmazione”.

Senza una programmazione che tenga conto di tutti i vincoli finanziari e di equilibrio di bilancio si rischiano ritardi nella realizzazione delle opere con effetti negativi non solo economici, ma anche di immagine delle Amministrazioni.

Oltre alla progettazione di nuove opere occorre tener conto che, prima della redazione dei programmi triennali dei lavori pubblici, le Amministrazioni dovranno effettuare la ricognizione delle opere in corso e valutare se completarle, ridimensionarle, o addirittura sospenderne l’iter di realizzazione.

Definire in modo puntuale il momento in cui l’opera è funzionale permette di apportare tempestivi aggiornamenti alla banca dati del patrimonio necessari questi ultimi alla corretta rendicontazione annuale nello Stato Patrimoniale.

Avremo così una più veritiera rappresentazione del patrimonio dell’ente.

Ad oggi in molti Enti sussiste una difficoltà dovuta soprattutto al fatto che si fatica a trovare una concreta ed efficace metodologia di lavoro e di gestione delle informazioni che risponda sia alle esigenze dell’ufficio ragioneria e a quelle dell’ufficio tecnico.

È necessario porsi l’obiettivo di rispondere a questa esigenza individuando un metodo di lavoro per facilitare l’iter di raccolta, razionalizzazione e gestione delle informazioni utili in primis all’aggiornamento finanziario della banca dati sullo stato dell’arte di ciascuna opera in corso che costituirà il punto di partenza per la successiva programmazione di breve, medio e lungo termine.

È questo un processo circolare che si inserisce in quello che non a caso viene definito “ciclo della programmazione” che inizia con il Documento Unico di Programmazione (c.d. DUP), prosegue con il Bilancio di Previsione e si conclude con la revisione ordinaria dei residui e il Rendiconto di Gestione per ripartire poi con il successivo DUP.

Su questo argomento segnaliamo il workshop del 23 maggio “La programmazione delle opere pubbliche: la gestione cooperativa tecnica e finanziaria nelle fasi di pianificazione e realizzazione delle opere pubbliche per una migliore programmazione a beneficio dell’efficiente utilizzo delle risorse”.