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Photo by Dmitry Ratushny on Unsplash

Processi e semplificazione della PA: fatelo, vi prego, tra le nuvole!

di Fabio De Luigi, Dirigente Servizio Sistemi Informativi Comune di Ferrara.

Se ci si trova dentro una foresta, si vedono solo gli alberi; per vederla, la foresta, e capirne i confini occorre allontanarsi un poco, magari alzandosi in volo e arrivare alle nuvole. E siccome ogni giorno molti di noi si sentono in una foresta fatta da un lato da normative, dall’altro da sistemi applicativi, il tutto annaffiato di mille opzioni interpretative o di soluzioni tecnologiche avveniristiche e entusiaste dell’ultima innovazione, che ogni volta sembra essere quella risolutiva, allora forse è bene allontanarsi e guardare il problema da un altro punto di vista. Quel che si vede talvolta mette preoccupazione, ma talvolta offre degli spunti di grande interesse; ed è di un esempio di quest’ultimo tipo da cui vorrei prendere spunto.

Cosa riprendere e sviluppare: servizi omogenei, dove possibile. Un esempio? ANPR

Qualche tempo fa ci si è resi conto che il servizio di anagrafe (una delle cose più tradizionali che noi cittadini conosciamo) lo devono fornire ai cittadini circa 8.000 Comuni e la normativa, cioè quel set di regole che dice, tra le altre cose, “come fare a fornire il servizio anagrafe” è uguale per tutti. E allora, finalmente, stiamo arrivando ad ANPR, un sistema uguale per tutti che consente agli 8000 Comuni di dare un servizio omogeneo e in qualche modo governato centralmente.

Certo questo non sarà possibile per tutta la PA, ci sono normative (ad esempio quella sul territorio) che sono a scala regionale, molti regolamenti sono a scala comunale, ma se pensiamo alle norme (e ai conseguenti processi interni alle amministrazioni e successivi servizi ai cittadini) sul bilancio, su alcuni tributi e su tutto il resto della normativa nazionale, il sogno sarebbe di disporre di un link internet accedendo al quale ogni PA possa ottenere, in modalità cloud computing, il servizio previsto (e qui l’innovazione tecnologica più recente è perfetta).

Cosa mi aspetto per il 2018: una norma “semplificata by design”

Arriveremo un giorno a una Gazzetta Ufficiale 2.0 che comprenda, nel proprio testo, il link al servizio che fornisce il software – già funzionante – per l’applicazione della norma? Perché unificare, almeno in via concettuale, il processo legislativo e il processo di implementazione della stessa norma può dare effetti positivi in entrambe le direzioni: una norma immediatamente efficace e contemporaneamente una norma che in fase di scrittura si è già confrontata con le principali complessità applicative (e quindi è “semplificata by design”). Perché innovare con procedure amministrative bizantine che derivano da norme bizantine ha costi smodati e risultati comunque bizantini.

Per avere risultati “smart” (o almeno normali) occorre pensare “smart” (o almeno normalmente) e normare “smart” (o almeno normalmente…), tenendo ben presente l’intera conseguenza dell’azione normativa. Lasciamo ai Comuni (e agli enti locali in generale) le loro strade, i loro marciapiedi e tutto quello che ha specificità locale e dove possibile uniformiamo il sistema Paese nelle procedure amministrative generali, collaborando anche con quelle realtà regionali che in diversi punti del Paese hanno già fatto grandi passi avanti in questa direzione.

E facciamolo anche a costo di non essere perfetti: è molto meglio una norma-procedura chiara e semplice anche se un po’ tagliata con l’accetta (a cui se fossimo al liceo daremmo voto 6) piuttosto di una cosa perfetta che cerca di coprire tutti i casi possibili (a cui se fossimo al liceo daremmo voto 8) ma poi, come spesso accade, di difficile applicazione. I risparmi e un buon funzionamento generale del paese ci daranno ragione.

Photo by Dmitry Ratushny on Unsplash