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Cantiere Scuola: ecco cosa mettere nell’agenda politica

di Paolo Paolini, Politecnico di Milano e advisor Cantiere Scuola digitale.

Sulla base della risposta che il mondo della scuola ha dato alle proposte formulate dal Cantiere Scuola digitale [segnalate tramite questionario on line ad un campione selezionato prima della pubblicazione, ndr], è possibile giungere ad alcune valutazioni generali: eccone di seguito una sintesi.

> Scarica il report 2017 del Cantiere Scuola digitale, edito da ForumPA

1. Il dibattito interno alla scuola resta purtroppo poco sviluppato e articolato: può sembrare che il mondo della scuola non sia abituato a discutere in modo approfondito. Per molti (troppi) la discussione si incentra per lo più attorno alle circolari ministeriali e alla loro applicazione. Mettere in discussione tradizioni e stereotipi non è semplice.

È auspicabile un rilancio di una formazione di fondo che, al di là di aspetti operativi e decisioni immediate, crei discussioni e approfondimenti e un clima culturale più consapevole.

Il successo di Polireading, iniziativa del Politecnico di Milano che propone la lettura di articoli scientifici con discussione online, dimostra come ci sia il bisogno di conoscere, approfondire e capire.

2. Il tema della formazione di tutto il personale della scuola è molto sentito. Si può quasi temere che sia sopravvalutato con un atteggiamento troppo fiducioso: “esistono le risposte a tutti i problemi; noi studiamo; poi applichiamo le risposte”. La realtà è più complessa: ci sono molte indicazioni positive da cogliere, ma non esiste un prontuario da applicare. Formarsi non serve a chiudere i problemi, ma ad attrezzarsi per affrontare le sfide. Resta comunque confermato il profondo interesse per la formazione e una fortissima insoddisfazione per gli attuali meccanismi.

La formazione di tutto il personale della scuola dovrebbe essere istituzionalizzata e resa una attività continua e permanente, con una profonda revisione degli attuali meccanismi.

3. L’apertura del mondo della scuola al mondo esterno (università, aziende, associazioni, enti, …) resta un tema controverso. Alcuni ne sono attratti, altri ne sono intimoriti. I favorevoli vedono la opportunità di un apporto di idee, know-how, energie, cultura e anche risorse finanziarie. I contrari temono uno snaturamento delle finalità della scuola pubblica e una sua possibile strumentalizzazione all’interno di logiche privatistiche e di mercato.

L’apertura della scuola al mondo esterno in modo profondo e sostanziale è un tema che va discusso e approfondito, e rilanciato.

Per vari motivi la velocità dell’innovazione nella società oggi è molto maggiore della velocità (o della lentezza) con cui la scuola si rinnova. Bisogna intervenire prima che il solco diventi una voragine veramente pericolosa.

4. Un tema come la “didattica delle competenze” dimostra tanto gli aspetti positivi, quanto quelli negativi della scuola italiana. Il tema è difficile (molto difficile) e riguarda trasversalmente tutti i livelli scolastici, fino al livello universitario. Nel dibattito mondiale il tema gioca un ruolo rilevante: varie iniziative governative internazionali sono in essere. Il mondo della scuola italiana reagisce con cauti atteggiamenti a favore, semplificando (“lo facciamo già”) o sottovalutando (“in fondo non è così importante”).

Il tema della didattica delle competenze deve essere messo in agenda ora, per discutere e approfondire, stimolando la ricerca di risposte flessibili e adeguate alla complessità della questione e del contesto. Questa è la sfida del terzo millennio per la scuola.

Il tema è allo stesso tempo ampio e urgente: facendo attenzione alla letteratura internazionale, è evidente la necessità di un dibattito che sappia recepire e riflettere sulle molteplici posizioni a riguardo, così da poter disegnare una strategia ragionata, prima di trovarsi in enorme ritardo rispetto al resto del mondo.

5. La questione della governance, ossia dei ruoli e dei meccanismi dei processi decisionali, è stata proposta, anche in modo provocatorio, come “madre di tutti i problemi”. Molti si sono appassionati al tema, sicuramente divisivo all’interno della scuola. Autonomia decisionale, responsabilizzazione, ingresso di componenti esterne nei processi decisionali: alcuni ne sono attratti, mentre altri (molti) ne sono intimoriti. Tutti percepiscono la necessità di rompere con l’attuale burocratizzazione dei meccanismi decisionali: ma se alcuni procederebbero spediti verso l’innovazione, altri hanno paura di cosa potrebbe succedere. Molto interessante leggere i commenti sul tema da parte di insegnanti e dirigenti. In generale, emerge con chiarezza lampante l’urgenza di un dibattito serio e articolato sulla tematica.

Il tema della governance deve essere messo in agenda da subito. Bisogna cominciare a sperimentare modelli diversi di autonomia, semplificazione dei processi decisionali e responsabilizzazione (di distretti, territori, istituti, dirigenti, …).

Questo è il tema sicuramente più importante, ma anche il più vicino alla politica e, dunque, il più complesso e delicato da affrontare: proprio per questo, meriterebbe un dibattito ampio e ragionato, che si tenga il più possibile lontano da toni emotivi, da posizioni stereotipate e da soluzioni banalizzanti.

In conclusione, l’attività del Cantiere Scuola si dimostrerà utile e proficua se riuscirà suscitare dibattiti e discussioni in cui potranno avere spazio le posizioni più diverse, purché rappresentative della reale situazione della scuola italiana oggi. I promotori sono pronti a raccogliere idee e suggerimenti perché ciò succeda.

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