Torna a Eventi FPA

partner

Randstad Italia

RANDSTAD Holding nv è la multinazionale olandese attiva dal 1960 nella ricerca, selezione, formazione di Risorse Umane e somministrazione di lavoro. Presente in 39 Paesi con 4.858 filiali e 38.331 dipendenti per un fatturato complessivo che ha raggiunto nel 2017 23,3 miliardi di euro - è la seconda agenzia di servizi HR al mondo. Presente dal 1999, Randstad è la seconda società nell’ambito HR in Italia con 2100 dipendenti e oltre 300 filiali.

Randstad Italia propone un ventaglio di soluzioni HR: dalla somministrazione di lavoro alla ricerca e selezione, dalla formazione all’orientamento, sviluppiamo i nostri servizi per adattarli alle esigenze di organizzazioni private e pubbliche. Con le nostre specialties operiamo trasversalmente in aree specifiche: Technical, Finance&Administration, Banking&Insurance, Office, Contact Center, Retail, Fashion&Luxury, Construction, Medical, Hospitaly&Food, HOpportunities e Public Administration.

Randstad Technologies è il partner ideale per le esigenze di personale in ambito IT. Hivejobs è il servizio di recruiting collaborativo per una selezione smart e innovativa, con gli hivescout per la valutazione delle hard skills dei candidati e una piattaforma dedicata. Randstad Professionals è la divisione specializzata nella ricerca e selezione di middle, senior e top management. Attraverso l’insediamento delle nostre filiali all’interno delle aziende, la divisione Randstad Inhouse si occupa di reclutamento, gestione, amministrazione e fidelizzazione del personale. Infine, Randstad Hr Solutions si dedica alla consulenza HR e formazione a tutti i livelli per le persone e per l’Azienda, orientamento di giovani e soluzioni integrate per transizione, cambiamento, sviluppo e gestione della carriera.


E' partner di

martedì, 22 maggio 2018

11:30
13:00

Il ruolo del data protection officer: competenze e responsabilità[ws.34]

Stand: Sala presso Area Expo di RANDSTAD

Il regolamento Europeo sulla privacy ha introdotto l'obbligo di designare un “Data Protection Officer” nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni.

Il responsabile della protezione dei dati ha il compito di garantire che i diritti e le libertà degli interessati non siano pregiudicati dalle operazioni di trattamento effettuate sui loro dati. Il workshop ne descrive competenze e responsabilità.

Per l'alto numero di registrazioni, è stato necessario chiudere le iscrizioni.

martedì, 22 maggio 2018

15:00
16:30

Professioni ICT, conoscerle e certificarle[ws.63]

Stand: Sala presso Area Expo di RANDSTAD

Il data scientist è una professione ICT? In caso affermativo, quali competenze deve avere? Per rispondere a queste domande è necessario definire cosa è una professione ICT e cosa è una competenza. Nel corso del seminario, verranno illustrati i diversi modelli utilizzati per rappresentare le professioni e le competenze, con particolare riferimento alla Classificazione delle Professioni (Istat), al Quadro Nazionale delle Qualificazioni e ai 23 profili Agid (UNI 11621-2). Si parlerà delle competenze ICT, del modello e-CF e della strategia nazionale per la certificazione delle qualificazioni in ambito ICT.

martedì, 22 maggio 2018

15:00
18:00

Le nuove frontiere del lavoro pubblico[sc.03]

Sala: Arena

REGISTRAZIONE VIDEO DELL'EVENTO

L’attività “core” dell’amministrazione pubblica, quella non delegabile al mercato, è costituita per la maggior parte dal trattare dati ed informazioni per restituire ai cittadini servizi, opportunità e “ambienti” favorevoli al libero, equo, sostenibile sviluppo di ciascuno e della comunità.

Non è improprio vedere quindi la PA, nelle sue molteplici forme, come una grande “fabbrica della conoscenza”, proprio come lo sono le grandi e blasonate aziende della nostra era digitale.
Peccato che una parte importante della vita delle amministrazioni vive ancora nel paradigma fordista e la gestione delle risorse umane (o “delle persone” come io preferisco indicarla) è ancora legata a strumenti preistorici quali le organizzazioni gerarchiche, i tornelli, i mansionari, gli avanzamenti automatici di carriera, ecc.

Al di là della retorica investire nelle persone vuol dire avere fiducia che tutte, siano esse cittadini o impiegati pubblici, sono portatori non solo di bisogni, ma anche e soprattutto di idee e di soluzioni.  Dentro la PA questo vuol dire avere come obiettivo lo sviluppo di ciascuno nella sua specifica diversità. Sviluppare le persone, far sì che pensino e partecipino attivamente al miglioramento di quello che fanno, vuol dire poter contare su leader lungimiranti, che sanno che la loro forza è la forza della loro squadra, che si sforzano sempre di far sì che cresca nei propri collaboratori l’orgoglio e insieme la capacità di autovalutarsi.

Questi principi, astrattamente condivisi, ma non sufficientemente praticati, devono poi trovare attuazione in tutte le fasi dello sviluppo delle persone e della loro vita lavorativa: dal reclutamento dei migliori alla modalità di un lavoro che deve diventare “agile”, dagli strumenti della partecipazione di ciascuno al raggiungimento di obiettivi espliciti, misurabili e condivisi allo sviluppo delle competenze, dalla onesta e continua valutazione on the job per crescere insieme alla riforma coraggiosa della dirigenza.

Il convegno si propone di fare il punto, all’inizio di una nuova legislatura, di quanto di buono è stato già realizzato e che quindi costituisce un punto di partenza utile, di quanto rimane da fare (pensiamo alla mancata riforma della dirigenza), delle lezioni apprese che possono indirizzarci, anche con l’onesto esame dei fallimenti, verso strade in tutto o in parte nuove.

mercoledì, 23 maggio 2018

11:00
12:30

Il Codice degli appalti alla luce delle ultime sentenze del Consiglio di Stato: riflessi applicativi nel settore della somministrazione di lavoro.[ws.35]

Stand: Sala presso Area Expo di RANDSTAD

Il workshop nasce con l'obiettivo di rispondere in modo puntuale alle tematiche che sono di maggior interesse per i nostri stakeholder; nello specifico è dedicato all'interlocutore pubblico e vuole essere uno strumento operativo che illustra gli ambiti e le modalità di applicazione del nuovo codice dei contratti pubblici, a due anni dalla sua entrata in vigore, nel settore della somministrazione di lavoro.

Con il recepimento delle tre direttive del 2014, avvenuto con il D.lgs. 50/2016 si chiude un grande ciclo di riforme avviato dalla Commissione europea con il Libro Verde sugli acquisti pubblici del 2011, che ha cambiato radicalmente l'approccio "culturale" dei rapporti tra pubblico e privato. L'unione, prendendo atto che l'apporto dei privati, in particolare per servizi e forniture in favore delle PPAA, "pesa" quasi per il 20% del PIL, ha preso coscienza che gli acquisti pubblici posso essere un formidabile volano per realizzare gli obiettivi strategici di "Europa 2020"; tra questi obiettivi strategici un grande rilievo ha il lavoro, l'occupazione, che è quindi diventata una delle grandi direttrici che hanno ispirato il nuovo codice degli appalti. La riforma sui contratti pubblici, inoltre, segna anche un ulteriore passo in avanti verso una più matura collaborazione tra Pubblica Amministrazione ed imprese: processo di avvicinamento a cui forte impulso ha dato il legislatore europeo.

Per l'alto numero di registrazioni, è stato necessario chiudere le iscrizioni.

mercoledì, 23 maggio 2018

15:30
16:30

Prospettive per il futuro occupazionale nel digitale: “skill, competenze ed opportunità”.[ws.114]

Stand: Sala presso Area Expo di RANDSTAD

Il mondo dell'Ict e dei servizi digitali è uno dei più dinamici dal punto di vista occupazionale. Infatti, secondo i dati Eurostat (l’Ufficio statistico dell’Unione Europea) si prevedono per l'Italia, entro il 2020, la creazione di nuove opportunità occupazionali per circa 200mila posti di lavoro.

Per le imprese pubbliche e private e per il sistema Paese, il segreto della crescita non è solo nello sviluppo e nelle applicazioni delle tecnologie digitali, ma per avere successo è necessario poter disporre di persone e di team capaci di comprendere ed utilizzare al meglio la tecnologia. In questo contesto rivestono un ruolo fondamentale le competenze digitali che rappresentano la vera sfida per la modernizzazione del Paese.

La trasformazione digitale rappresenta non solo un importante passaggio culturale, nel quale è necessario investire nello sviluppo tecnologico, ma soprattutto un’opportunità per l’aggiornamento delle professioni già attive e per la creazione di nuovi profili.

giovedì, 24 maggio 2018

10:00
11:00

I profili di competenza professionale ICT e Web standard e normati: un'opportunità per professionisti, aziende, Università, Enti di formazione e PA.[ws.66]

Stand: Sala presso Area Expo di RANDSTAD

I professionisti, le aziende, la PA, le Università e gli Enti di formazione pubblici e privati hanno l'opportunità di utilizzare i profili di competenza ICT e Web oggetto della norma multiparte UNI 11621 1-5 per contribuire in modo attivo allo sviluppo del sistema Paese.

Tutte le ricerche indicano nella crescita delle competenze professionali uno dei driver principali per lo sviluppo economico Italiano.

Ora spetta ai professionisti formarsi e valorizzare le proprie competenze, alle aziende accettare la sfida e richiedere professionisti competenti, alla PA, come sta già facendo, ricercare questi profili per i nuovi assunti e per nuove collaborazioni, alle Università fare un ulteriore salto di qualità per offrire corsi ispirati ai profili. 

Solo chi coglierà la sfida avrà un ruolo attivo nello sviluppo del nostro Paese.

giovedì, 24 maggio 2018

14:30
16:00

Riconoscere e valorizzare le competenze in ambito ICT: una sperimentazione[ws.86]

Stand: Sala presso Area Expo di RANDSTAD

Il processo normativo (avviato con il D.Lgs. 13/2013 di attuazione della Legge 92/12 e perfezionato con il Decreto Interministeriale approvato il 30 giugno 2015)  delinea un sistema nazionale di certificazione delle competenze, comunque acquisite, al fine di valorizzare ogni competenza posseduta dalla persona, in una logica di apprendimento permanente, secondo standard minimi nazionali che assicurino la validità di ciò che si certifica e di conseguenza la spendibilità.

In altri termini “certificazione vale titolo”, il che implica la possibilità di riconoscere – oltre ai percorsi formali – anche quelli informali e  non formali di acquisizione di competenze e la necessità di mettere a punto dispositivi che consentano alle persone di Individuare, validare e Certificare le proprie competenze.

Alfa, nell’ambito del Sistema regionale delle professioni gestito per Regione Liguria, e su coordinamento di AGID sta avviando una sperimentazione finalizzata a condividere delle Linee guida per costruire un linguaggio comune sulle competenze ICT, finalizzato appunto  a fornire indicazioni operative ed organizzative per costruire un sistema di  riconoscimento delle competenze in questo ambito, correlando il repertorio che contiene la descrizione delle figure professionali nell’ottica di un sistema unitario di  standard professionali, formativi e di certificazione.

Torna alla lista dei Partner