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VeniceCom

PRO-Q è la piattaforma di e-Procurement che permette di gestire le attività dell’ufficio acquisti secondo logiche di conformità alla normativa, efficienza e risparmio.

La piattaforma è stata sviluppata dalla software house veneziana Venicecom Group con la collaborazione scientifica dell’Osservatorio e-Procurement nella PA della School of Management del Politecnico di Milano. Nasce dall’evoluzione di un progetto internazionale che l’azienda ha seguito nel 2009 in Kazakhstan, quando è stata incaricata dal consorzio di aziende petrolifere impegnate nel più grande progetto di investimento al mondo, relativo alle estrazioni petrolifere nel bacino del Kashagan- Mar Caspio, di sviluppare un software per la Supplier Selection and Evaluation.

PRO-Q è una piattaforma web based indipendente, altamente personalizzabile e sempre aggiornata alla normativa italiana in materia di Codice degli Appalti (D.lgs. 50/2016 e successive modifiche). La soluzione permette la gestione ottimale dei Fornitori e delle procedure d’acquisto, anche grazie a strumenti di pianificazione nel tempo delle attività di gara. La sua struttura a moduli la rende flessibile e adatta a Pubbliche Amministrazioni e aziende appartenenti al settore ordinario o speciale.

Per agevolare il lavoro dei buyer della PA, PRO-Q si interfaccia con il SIMOG di ANAC e consente di ottenere il Codice Identificativo Gara (CIG) già in fase di composizione e pubblicazione della gara.

Progetti in Manifestazione

PRO-Q è il software di e-Procurement che permette a Pubbliche Amministrazioni e Aziende di essere compliant con il Codice degli Appalti e successivi aggiornamenti, di gestire in maniera totalmente digitale il proprio Albo Fornitori e le procedure di acquisto.

Il NATO Stability Policing Centre Of Excellence di Vicenza ha adottato PRO-Q come software di e-Procurement da più di un anno. La soluzione è apprezzata in particolare sulla base di alcuni fattori distintivi:

  • la flessibilità dei suoi moduli, che sono stati customizzati in base alle specifiche esigenze del Centro di Eccellenza;
  • la totale garanzia di rispetto delle normative in materia di trasparenza, parità di trattamento degli operatori economici coinvolti nelle procedure di acquisto e di sicurezza del dato (D.lgs. 196/2003 e GDPR),
  • ottime performance della piattaforma telematica, che hanno permesso al Centro NATO SP COE – a pochi mesi dalla fase di implementazione – di informatizzare la gestione dell’albo fornitori e delle procedure per l’acquisto di beni e servizi.

E' partner di

mercoledì, 23 maggio 2018

09:30
11:30

Un nuovo procurement pubblico per un'efficace partnership pubblico-privato[co.12]

Sala: Sala 4

Non è possibile affidare unicamente alle norme il compito di rendere effettivo un nuovo modello di procurement pubblico e non è possibile indicare nelle norme – certamente spesso imperfette e altrettanto imperfettamente applicate – il solo responsabile del mancato raggiungimento di quel modello.

In una fase storica di profonda crisi della finanza pubblica, a cui non corrisponde un uguale declino della domanda, tutt'altro, il Codice degli Appalti moltiplica gli strumenti di possibile collaborazione pubblico privato e incentiva la condivisione delle best-practices al fine di diffondere una nuova cultura del public procurement. I partenariati pubblico-privato si arricchiscono di contenuti e di possibili configurazioni: le consultazioni preliminari di mercato, le nuove procedure “interattive” di dialogo competitivo e partenariato per l’innovazione testimoniano la grande varietà di strumenti che sono previsti dalla normativa vigente. Quello che occorre ora è la sperimentazione.

Sarà difficile cogliere queste opportunità senza una profonda rivoluzione culturale e il superamento della resistenza al cambiamento. La mancanza di una cultura della partnership, non soltanto tra Amministrazione Pubblica e Operatori economici, ma anche rispetto agli operatori finanziari e ai soggetti (costruttori, fornitori, assicuratori, gestori dei servizi) coinvolti nell’operazione, e la scarsa attenzione agli strumenti contrattuali utilizzati nelle iniziative di PPP sono stati fino ad oggi tra i maggiori freni verso il Public Private Partnership.

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